Biotipo

Il Biotipo può essere definito come l’espressione fenotipica dei caratteri morfo-funzionali e psichici di un individuo acquisiti durante l’evoluzione sotto l’influenza dell’ambiente. Quindi, ogni biotipo è il prodotto della selezione naturale. Disporre di un sistema metodologico in grado di definirlo in maniera personalizzata significa indagare sulla natura biologica umana attraverso l’osservazione di specifiche caratteristiche individuali.
A differenza del genotipo (la costituzione genetica fissata alla nascita), il biotipo è dinamico poiché è influenzato da fattori epigenetici, dallo stile di vita e dall’ambiente in continuo mutamento.
L’identificazione del biotipo è fondamentale per comprendere le potenzialità psicofisiche (derivanti dallo studio della morfologia e dei temperamenti associati), e le tendenze metaboliche fisiologiche e patologiche (derivanti dall’interpretazione dell’analisi di parametri biochimici, di composizione corporea e dalla storia anamnestica dell’individuo). Questo permette di personalizzare interventi medici, piani alimentari e programmi di attività fisica, migliorando lo stile di vita in modo coerente con la specifica conformazione individuale.
In sintesi, la Biotipizzazione è uno strumento olistico per l’autoconoscenza che mira a fornire gli elementi necessari per condurre un’esistenza più sana e consapevole.
Si noti che l’approccio della biotipizzazione pur avendo radici molto antiche, viene oggi reinterpretato in chiave contemporanea permettendo di unire antiche conoscenze filosofiche con la precisione della scienza moderna. Infatti, è divenuto un approccio multidisciplinare che può avvalersi di discipline biologiche avanzate (come la biochimica, la fisiopatologia, la cinantropometria, la genetica, la genomica, la metabolomica, la lipidomica e lo studio del microbiota) per identificare e gestire sia le potenzialità sia le vulnerabilità prevalenti di una persona.
Possiamo, innanzi tutto, identificare due principali categorie di biotipizzazione:
- Il biotipo collettivo: descrive un gruppo di persone con somiglianze biologico-strutturali e psichiche che manifestano una comune risposta metabolica e neuro-vegetativa agli stress ambientali.
- Il biotipo individuale: integra le caratteristiche del biotipo collettivo prevalente con i tratti unici di ogni persona, secondo il principio di unicità biologica.
È proprio quest’ultimo il biotipo che interessa maggiormente ciascuno di noi, ma, per poterci arrivare, bisogna prima definire il biotipo collettivo di appartenenza e, successivamente, entrare in maggior dettaglio sulle caratteristiche peculiari individuali.
Le nomenclature dei biotipi collettivi di riferimento sono molteplici, perché si sono diversificate nel corso della storia, sebbene le costituzioni psicofisiche di base siano sempre le stesse; a seconda del periodo storico e della loro origine geografico-culturale abbiamo assistito allo sviluppo di diverse correnti in continua evoluzione, rendendo complesso definire un unico sistema di biotipizzazione. Perciò, per riassumere i concetti, ho deciso di prendere come principali riferimenti del mio lavoro il sistema del Tridosha (Vata, Pitta e Kapha), che oggi è oggetto di molti studi scientifici, i somatotipi di Sheldon (Ectomorfo, Mesomorfo ed Endomorfo), che sono adoperati come standard di riferimento per il monitoraggio degli sportivi, e i biotipi di Ippocrate reinterpretati in chiave contemporanea (Cerebrale, Sanguigno, Bilioso e Linfatico).
Nota bene: il Bilioso di Ippocrate corrisponde a un biotipo misto Pitta-Kapha e/o Mesomorfo-Endomorfo; perciò, i biotipi fondamentali possono essere considerati tre.



Partendo dalla somatocarta e da questionari anamnestici, che tengono conto dell’antropometria, della bioimpedenziometria, dei parametri biochimico-metabolici e delle caratteristiche psichico-caratteriali, si potrà identificare il biotipo di appartenenza. Più precisamente, si potranno definire le caratteristiche principali dell’individuo e si potranno mettere in relazione con i modelli di biotipizzazione; quindi, si potrà calcolare in percentuale quanto il biotipo individuale corrisponde a ciascuno dei biotipi collettivi di riferimento.
Una volta identificato il proprio biotipo di appartenenza, si potranno elaborare dei piani nutrizionali, di allenamento, di gestione dello stress e del lavoro per attuare uno stile di vita idoneo alla propria costituzione psicofisica…
e si potranno porre le basi per conoscere sempre meglio la propria biologia.